Settembre 10, 2026

La crisi dell’identità nella comunicazione sportiva sui social

stile comunicazione sportiva social afragolese

La comunicazione sportiva sui social è diventata estremamente riconoscibile, ma proprio per questo rischia di essere poco riconoscibile.

Le società sportive hanno compreso l’importanza di avere una presenza costante sui social che sia costante e soprattutto graficamente coerente.

Scorri i social e vedi grafiche molto simili tra le diverse società: stessi template, palette, font e format ricorrenti con elementi riconducibili alla società come il logo. Ma se togliessimo quest’ultimo, si riuscirebbe a riconoscere l’appartenenza di quella grafica? Uscirebbe fuori l’identità della squadra di riferimento?

E da qui emerge la necessità di chiedersi: essere riconoscibili significa necessariamente essere memorabili?

L’OMOLOGAZIONE DELLA COMUNICAZIONE SPORTIVA

 

Questo problema non riguarda tanto il cosa pubblichi, ma il come. La comunicazione di una partita prevede post per convocazioni, formazione, risultato primo tempo e finale, mvp ed eventuali dichiarazioni post partita, oltre a grafiche extra partita come nuovo acquisto o rinnovo, comunicati vari, calendario e compleanno dei giocatori.

La necessità di pubblicare rapidamente ha portato molte società a costruire sistemi grafici estremamente funzionali, portando ad una vera e propria “template culture”. Questo può avere dei vantaggi come velocità di produzione, coerenza e organizzazione, ma d’altro canto l’effetto collaterale è di una standardizzazione e di una prevedibilità che portano alla perdita di identità.

Attenzione, utilizzare uno stile grafico basato sulla semplicità non è un errore e tanto meno questa non è una critica alla comunicazione minimal. Il problema sussiste nel momento in cui la semplicità diventa una scorciatoia e senza un’idea dietro si rischia di creare soltanto un contenuto di informazioni.

Informare non significa per forza comunicare qualcosa, ed in questo modo lo sport perde il suo vantaggio enorme rispetto ad altri settori che è quello di suscitare emozioni, appartenenza, rivalità, identità.

Quindi, perché raccontare lo sport come se fosse un semplice bollettino?

IL VERO VALORE DELLA COMUNICAZIONE SPORTIVA: CREARE UN IMMAGINARIO, IL CASO DELL’AFRAGOLESE

 

I club sportivi non vendono solo partite, ma costruiscono un immaginario. Il calciatore che diventa eroe, una partita che diventa una battaglia, uno stadio diventa fortezza, una stagione diventa un viaggio e la squadra diventa una famiglia. 

Attraverso queste ideologie può essere costruito un vero e proprio viaggio emozionale utilizzando lo storytelling per coinvolgere i tifosi, partendo dai social.

Uno dei casi che prendiamo oggi in considerazione è quello della comunicazione social dell’Afragolese, squadra che milita in Serie D, ma la cui comunicazione rappresenta un unicum nel panorama calcistico sulle piattaforme social.

La bravura del reparto comunicazione della società campana è stata quella di appropriarsi di un immaginario esterno per costruire un’identità interna. La comunicazione prende infatti ispirazione dall’universo Marvel, in particolare dagli Avengers.

In questo modo i calciatori vengono trasformati in supereroi, diventando protagonisti di un universo narrativo, viene creato un linguaggio proprietario con l’hashtag #Afragolengers a spiccare su tutto e soprattutto utilizzando un codice culturale riconoscibile e quindi l’associazione viene fatta molto rapidamente dal pubblico e dai tifosi.

Questa dimensione narrativa può rappresentare una strategia vincente dato che la comunicazione diventa una vera e propria forma di intrattenimento e può suscitare sempre più curiosità nel tifoso, che può aspettare in maniera intrepida chi sarà il prossimo eroe protagonista della squadra.

LA COMUNICAZIONE A CONFRONTI: GRAND CLUB VS PICCOLI CLUB

 

Per essere innovativi nella comunicazione non servono necessariamente budget da Champions League, ma servono delle buone idee e soprattutto originalità. È vero che un grande club ha sponsor, corporate identity, vincoli istituzionali e una reputazione consolidata da rispettare, mentre un club di categoria inferiore può sperimentare, osare e giocare per costruire un linguaggio più personale. Però, la creatività non è necessariamente proporzionale alla dimensione del club.

Creare una comunicazione che rimanga impressa nelle menti dei tifosi non significa creare grafiche complesse, ma significa fare qualcosa che il pubblico non si aspetta e che possa sorprendere.

La comunicazione sportiva non dovrebbe limitarsi a raccontare ciò che è successo sul campo. Dovrebbe riuscire a prolungare ciò che il campo ha fatto provare.

In un panorama in cui molte società sembrano parlare lo stesso linguaggio, #Afragolengers dimostra che anche una squadra di Serie D può trasformare un semplice contenuto social in un pezzo di universo narrativo. Perché, alla fine, il vero obiettivo della comunicazione sportiva non è soltanto ottenere un like. È fare in modo che, davanti a un determinato contenuto, il tifoso pensi immediatamente: “Questa è la mia squadra.” 

Ormai sei dentro, a questo punto...

Ti consigliamo di leggere anche questi.

Centro Direzionale, Isola G1 Napoli